Ascoltare

Quando qualcuno ci racconta un problema, la tentazione più semplice è cercare qualcosa che conosciamo già: un'esperienza simile, una soluzione che ha funzionato, qualcosa che faremmo al suo posto.

Ma essere al posto di qualcuno è impossibile.

Per questo è necessario prima di tutto ascoltare: lasciare spazio, fare domande, capire non soltanto quale sia la difficoltà, ma chi sia la persona che la sta vivendo.

Perché una risposta può essere giusta per qualcuno, ma completamente inutile per qualcun altro.

Due persone osservano insieme lo schermo di un computer durante una conversazione.

Non sempre quello che portiamo in una conversazione è tutto ciò che abbiamo bisogno di risolvere: molte volte una domanda serve più di una risposta.

Può costringere a guardare qualcosa da una prospettiva diversa, mettere in discussione ciò che sembrava evidente o semplicemente dare un nome a qualcosa che fino a quel momento era rimasto confuso.

Non credo che il mio compito sia indicare una direzione, preferisco provare ad aumentare lo spazio dove cercarla.

Quello che ho imparato non è una risposta

Negli anni ho attraversato tecnologia, organizzazione, community, gestione delle persone e progetti molto diversi fra loro.

Ho imparato facendo cose che hanno funzionato, ma molto di più facendo cose che non hanno funzionato affatto, e tutto questo mi ha lasciato esperienze, strumenti e punti di vista che posso mettere a disposizione di qualcun altro.

Ma l'esperienza guadagna tridimensionalità quando smette di essere usata per giudicare e diventa davvero uno strumento condiviso di crescita.

Non serve dire «io ho fatto così», serve chiedere «hai provato a guardarla da qui?»

Non penso al mentoring come a qualcuno che insegna e qualcun altro che impara, piuttosto come due persone con esperienze differenti e qualcosa che una delle due sta cercando di comprendere, cambiare o costruire.

Posso fare domande, raccontare quello che ho vissuto, suggerire una prospettiva che forse non era ancora entrata nella conversazione, e l'altra persona può fare esattamente lo stesso con me.

Perché ascoltare davvero significa soprattutto mettersi in discussione ed essere pronti a cambiare.

Posso essere utile?

È successo durante EuroPython (si apre in una nuova scheda), a Cracovia, mentre ero insieme ad altri organizzatori. C'erano community diverse, problemi diversi e persone che cercavano di capire come affrontarli.

Io avevo anni di eventi, tentativi, errori e cose imparate lungo la strada, e abbiamo cominciato a parlarne.

Non avevo una soluzione per quelle persone e, soprattutto, non conoscevo le loro community abbastanza da poter pretendere di averla, ma potevo ascoltare, fare domande, raccontare cosa avevo visto funzionare e cosa no, e provare insieme a loro a guardare quei problemi da qualche angolazione diversa.

È stato allora che mi sono accorto che quello che avevo imparato poteva essere utile anche fuori dai contesti nei quali lo avevo imparato. E soprattutto mi sono accorto che aiutare il prossimo mi piaceva molto.

A volte basta uscire con una domanda migliore, con una possibilità che prima non avevamo considerato, un problema visto da un'altra prospettiva o semplicemente un po' più di chiarezza su ciò che vogliamo davvero.

Non so quale sia la risposta giusta per la persona che ho davanti, ed è proprio per questo che voglio ascoltarla.